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Avvento

Advent, in «Schweizer Schule» 41 (11.1954), Sonderheft «Advent und Weihnachten in der Schule», 459⁠-⁠460

Maria attende il bambino che è già lì. Ella vive nella promessa del Natale, ma sa che da quando ha detto il suo sì tutto è già compiuto. La sua attesa non è un vuoto che verrà colmato solo in seguito: è già parte della pienezza di Cristo, che sarà rivelata con la sua nascita. E lei sarà la prima a cui sarà concesso di contemplarlo. In ogni attesa umana c’è una certa apprensione: per lo più l’uomo non sa se nel momento decisivo sarà in grado di reggere, di corrispondere, non sa se ha preparato tutto come si deve affinché l’avvenimento imminente acquisti la forma giusta e adeguata. Maria invece ha la certezza che il bambino che lei attende è Dio in persona. Il Padre le ha mandato l’angelo per dargliene l’annuncio. E con il suo assenso lei partecipa sin da principio a ciò che viene; non c’è bisogno che si preoccupi o si dia alcuna pena. Ciò che viene è. E colui che viene è Dio. Egli porta il compimento che lui stesso è, e con ciò porta anche la possibilità, per coloro che sono insieme a lui, di reggere e corrispondere.

L’arrivo imminente si fa sempre più sensibile per la Madre man mano che il tempo avanza. E nel contempo ella vede sempre più chiaramente gli uomini alla luce della redenzione che viene. Per lei adesso tutto ciò che il Figlio un giorno farà è come racchiuso in lei; e così ella partecipa di tutto ciò che viene nella maniera più intima. Ma non è a questo che sono rivolti i suoi pensieri, bensì unicamente a ciò che il Figlio opererà. Ella è solo punto di partenza, in un raccoglimento teso al dono di sé, e nell’attesa del compimento di Dio. E proprio in quest’attesa sta la sua cooperazione.

Quando celebriamo l’Avvento insieme a lei e nella contemplazione ci rivolgiamo al suo mistero, è bene che proviamo a mettere da parte le altre conoscenze che possediamo sul cristianesimo e sulla vita ecclesiale per tornare a questa cellula primordiale della vita cristiana e contemplare il Signore come colui che viene e compie la promessa. Nel suo divenire egli già è; nel suo venire, già dona. E alla sua Madre dà di essere certa della propria missione, e in questa certezza risiede la conoscenza sicura della redenzione del mondo. E questo dono non si ferma a lei; attraverso di lei giunge alla Chiesa, fino a noi. Abbiamo parte a questo dono. Quando nel suo ambiente Maria incontra dei conoscenti, li guarda dal punto di vista della redenzione. Anche loro sono tra quelli cui ha la grazia di portare il suo Figlio. E il cerchio si allarga fino a comprendere gli sconosciuti, coloro che incontra per caso, coloro che sono lontani e che lei non vedrà mai, che non conosce affatto. Ma tutti sono bisognosi della stessa redenzione e perciò a tutti lei ha qualcosa da dare: il suo Figlio. E così si rallegrerà di tutti, perché a tutti potrà fare questo dono. Solo di rado sarà un compito visibile e tangibile, quasi sempre rimarrà un compito che si realizza unicamente all’interno del suo grande abbandono a Dio. Così nella sua missione c’è qualcosa che non si poteva assolutamente prevedere al momento del suo sì, e che adesso diventa visibile: l’inclusione di tutti gli altri; la compresenza di tutti nell’attesa del Redentore. Anche di coloro che ancora non ne sanno ancora nulla, che non sono in grado di venirne a conoscenza. Il compimento si trova presso Dio. Ma sta anche nella vocazione stessa della Madre, nel suo mettersi a disposizione, nella sua disponibilità, nella sua perseveranza in questo atteggiamento. E sta perciò anche nell’invito che lei rivolge a tutti a essere presenti e a lasciarsi coinvolgere, a condividere con lei questa partecipazione affinché tutti abbiano parte alla festa che il Figlio prepara alla sua Madre, senza attenuazioni attraverso i tempi, affinché sia Natale per ognuno, allora come oggi, da sempre e per sempre.

In questo confluire di tutti i tempi nel tempo dell’Avvento sta, nascosto nel profondo, il mistero di Maria: il suo piegarsi, il suo seguire, comprendere, obbedire, amare. In quanto invitati, ci è dato di partecipare insieme a lei della sua speranza, che ha come fondamento la sua missione e attraverso di essa la missione di ogni singolo che ha parte alla fede. Non c’è forse preparazione migliore al Natale che questo sapersi inclusi nella preghiera della Madre, nella sua serena certezza che per grazia del Figlio, il giorno che lui verrà a noi, ci sarà dato di corrispondere alle sue attese.